Aforisma del giorno

La tolleranza non si raggiunge con l’apprendimento, ma con un’analisi profonda; con la comprensione che ad ognuno si deve permettere di viaggiare lungo un sentiero adatto al suo temperament.

Bowl of Saki 25 Maggio, Hazrat Inayat Khan.

Benvenuto

In coordinazione con l’attività del INTERNATIONAL SUFI MOVEMENT –USA sotto l'amorevole guida  di MURSHIDA NURIA STEPHANIE SABATO il GRUPPO DI STUDIO SU HAZRAT INAYAT KHAN si propone di offrire una serie di traduzioni italiane di letture tratte dai testi di Hazrat Inayat Khan che consentano di approfondire la conoscenza, lo studio e la contemplazione del Messaggio Sufi. Questo corso di studi può essere iniziato in qualsiasi momento utilizzando anche le precedenti traduzioni in archivio. Questo consentirà di avere sempre a disposizione contemporaneamente alla traduzione italiana la versione originale inglese.

La speranza è che questo studio sia d’aiuto ad approfondire la propria vita interiore e insieme a consolidare la propria vita esteriore.

Possa questo viaggio nel Messaggio di Hazrat Inayat Khan portare luce, pace e benedizione infinite nelle nostre vite.

LA COPPA DI SAKILA VITA INTERIORE L'UNITA' DEGLI IDEALI RELIGIOSIMISTICISMO SUFILO ZIKAR CANTATO GENTILEMEMORANDAPREGHIERE SUFI

Natura e carattere III parte

Da ultimo c’è la personalità. La personalità è il completamento del carattere. La personalità è come un diamante: quando il carattere viene intagliato tutt’intorno, allora diventa come un diamante intagliato. Finché la personalità non è sviluppata, per quanta bontà e virtù una persona possa avere rimane un diamante grezzo. La personalità è l’armonia di natura e carattere; è questo che crea una personalità. Quando la natura si armonizza con il carattere, quando non rimane alcun conflitto fra questi due, allora nasce una personalità.

La personalità ha anche un’influenza su altri piani, proprio come ce l’hanno il carattere e la natura. Se Farid ha potuto trasformarsi in una mucca con la concentrazione, non c’è niente a questo mondo che non si possa cambiare; ma solo se vogliamo cambiare; chi non desidera cambiare non cambierà. Ma il potere che costantemente lavora dall’interno può senza dubbio cambiare la natura di ogni cosa, giusta o sbagliata. La vita del genere umano non è soltanto natura, è un’arte, e l’arte è un miglioramento della natura; tramite l’arte Dio completa la Sua creazione. Questo è il motivo per cui la costruzione del carattere e lo sviluppo della personalità sono un’arte, un’arte con cui lo scopo della vita viene portato a compimento.

Va tutto bene per un uomo che va in una grotta di montagna o in una foresta e dice che non gli importa di sviluppare né carattere né personalità; è anche giusto che vada là e non si prenda il disturbo di sviluppare la sua natura. Non ha bisogno di cambiare, non ha bisogno di preoccuparsi, può vivere come gli alberi e le piante nella natura che semplicemente crescono, non si sviluppano. Ma se deve vivere in mezzo alla folla in questo mondo artificiale, allora deve conoscere l’arte di sviluppare il carattere, e sapere come produrre bellezza nella vita. Tra tutte le diverse scuole di esoterismo e misticismo la scuola Sufi si è molto occupata dello sviluppo della personalità.

Come dice un poeta Sufi: “ Se hai un diamante, se hai un rubino, a cosa serve? Se il tuo sé non è sviluppato in uno spirito prezioso, il diamante e il rubino non sono nulla”.

E un altro poeta Sufi dice: “ Per adorare Dio sono stati creati gli Angeli; per bere, mangiare e dormire sono stati creati gli animali: Perché è stato creato l’uomo? L’uomo è stato creato per trasformarsi in una persona, perché possa essere un’immagine di Dio”. L’immagine in questo verso intende dire lo spirito di Dio, la tendenza di Dio, la visione di Dio, la natura di Dio; significa che nell’uomo c’è una natura divina, se soltanto riesce a svilupparla. E quando questa natura è sviluppata, allora la personalità diventa un prodigio: una simile personalità diffonde armonia, pace, gentilezza e considerazione.

In che modo i Sufi hanno aiutato i loro discepoli, i loro mureed, a sviluppare la loro personalità? Dicendo loro che questo è giusto e quello è sbagliato, o che questo e bene e quello è male, o devi fare questo o non devi fare quello? No, istaurando una corrente di sintonia tramite la quale lo spirito del maestro si riflette nel discepolo, e il mureed incomincia a far trasparire il suo maestro in ciò che pensa, dice e fa. Questo addestramento è stato considerato molto importante tra i Sufi di ogni epoca, un addestramento che non viene trasmesso a parole. Perché se un maestro deve correggere il suo discepolo a parole forse sul discepolo è solo un graffio, ma sul suo spirito è un taglio. Esprimere a parole il loro sentimento è un grandissimo dolore per le anime che vivono nelle sfere più alte. Le anime fini non dicono mai cose che non dovrebbero dire; parlare non è un loro desiderio. Un mureed sensibile deve afferrare, sentire quello che il maestro vuole trasmettere, quello che il maestro sente, come il mastro può essere soddisfatto e cosa non lo soddisferà. E se il maestro deve scendere sulla terra, tanto in basso da doversi esprimere a parole, allora questo significa che non c’è corrente. C’è soltanto una differenza di due lettere tra merito e demerito.

Inoltre, fare del suo discepolo un occultista non è una responsabilità del maestro. Un maestro Sufi non desidera affatto che il suo discepolo diventi un occultista , un grande detentore di poteri psichici né un uomo con un grande potere. Questo non significa che non diventerà potente, ma la responsabilità del maestro è di sviluppare la personalità del mureed, affinché possa riflettere Dio, affinché possa mostrare le qualità di Dio; e fatto questo la responsabilità del maestro è finita. Allora può soltanto pregare per il discepolo, per il suo benessere.

Se una persona non vuole sviluppare la sua personalità, non può neppure sviluppare il suo carattere, non può sviluppare nulla; tuttavia può avanzare, e quando è arrivato il momento che progredisca progredirà comunque. Ma dovremmo sempre cercare di trovare la via più breve, e la via più breve è lo sviluppo del sé. Ci sono anche molte persone che mostrano un’indole e una natura bellissime, pur non avendo nessuna tendenza verso l’ideale spirituale. La ragione è che non sono ancora arrivati all’ideale spirituale, ma sono sulla strada, e la prova di questo sta nel fatto che rivelano un bel carattere nella loro natura. Tutti gli insegnamenti che vengono dati in cui si dice e si ripete ‘Io sono Dio’ sono insegnamenti di arroganza. Cristo non ha mai insegnato cose del genere. Leggete le Beatitudini nella Bibbia: Cristo non ha forse insegnato lo sviluppo della personalità? Non ha forse insegnato la costruzione del carattere? Non ha forse mostrato nella sua vita l’innocenza che rivela l’eredità angelica dell’uomo? Ha detto: “Siate degli occultisti”, o “Predite il futuro alla gente”, o “Correggete gli errori della gente” ?

Mai. L’insegnamento di Cristo è stato: crea la tua personalità così come deve essere, affinché tu possa non essere mai più schiavo della natura che hai portato con te, né del carattere che hai formato nella tua vita; ma affinché tu possa mostrare nella tua vita la personalità divina, affinché tu possa realizzare sulla terra lo scopo per cui sei venuto.

Natura e carattere II parte

“Alcuni mostrano la loro natura esteriormente, altri hanno la loro natura coperta, coperta sotto quello che viene chiamato carattere. Il carattere è una cosa completamente diversa. La natura è proprio come la luce, e il carattere è come il globo. Se il globo è giallo la luce sembra gialla; se il globo è verde la luce sembra verde. La luce appare dello stesso colore del globo; ma la luce è la cosa principale. È una luce brillante o una luce fioca, e questo in base al grado di luce che c’è. Questa è la sua natura; quello che la copre è il suo carattere.

Si potrebbe chiedere poi dove e come venga costruito il carattere. Il carattere è costruito dalle abitudini, da qualsiasi abitudine si prenda dall’infanzia; e nella misura in cui l’abitudine rimane con noi, in tal modo il carattere viene forgiato. Se c’è l’abitudine di ribattere, di interferire, di essere curiosi, sarcastici o ironici, o se c’è l’abitudine di essere rispettosi, gentili, umili, o modesti, se c’è l’abitudine di essere arroganti, presuntuosi e vanitosi, di farsi avanti, o se c’è l’abitudine di essere riflessivi e attenti, in base a questa abitudine si forgia il proprio carattere. La luce elettrica che si vede in un negozio del tutto ordinario e in un palazzo bellissimo è la stessa. Qual è la differenza? Non è una differenza di luce. Può essere il grado di luce, ma molto spesso è una differenza di globo. A volte il globo è così bello e magnifico che cambia l’intera luce. Lo stesso accade con un bel carattere: cambia tutta la persona, così che può essere definita nobile o qualcos’altro in base al globo che la ricopre. 

Quando prendiamo un’abitudine non ci pensiamo mai. Se è indesiderabile pensiamo che non importa, che non è nulla, che ci siamo solo presi una piccola libertà; che cos’è dopo tutto, non cerchiamo forse la libertà? E così provando a cercare la libertà sviluppiamo un’abitudine che diventa un nostro carceriere. È come trovare un buchino in un indumento, e poi pensare che non serva rammendarlo. È un piccolo buco, nessuno lo nota! Ma non si comprende che il buco si allargherà, diventerà sempre più grande finché tutti lo vedranno. 

Un’altra cosa da osservare è che se qualcuno ha sviluppato un’abitudine indesiderabile, la gente, in genere, non gliene parla. Per cortesia, per gentilezza. E così si va avanti, e si crede che tutto va bene perché nessuno dice nulla. Inoltre ci sono sempre molte persone disposte ad accogliere un’abitudine indesiderabile. Chi ha incominciato a bere troverà molti amici che lo accoglieranno nel loro gruppo, e anche chi ha preso l’abitudine di giocare d’azzardo troverà compagni solidali a incoraggiarlo. Qualunque sentiero prenda un uomo, troverà un incoraggiamento ad andare avanti su quel sentiero. Naturalmente, quindi, se un uomo non è attento a dove sta andando, potrebbe finire ovunque; potrebbe cadere in qualsiasi guaio o trappola e nessuno verrà a tirarlo fuori una volta che è caduto. Più in basso cade, meno persone lo vedranno, perché tutti, consapevolmente o inconsapevolmente, cercano qualcuno che va verso l’alto; nessuno è ansioso di frequentare qualcuno che sta andando in declino. Anche i suoi migliori amici lo abbandoneranno un giorno. 

Quindi analizzare a fondo il mistero del carattere, riflettere su di esso e formarlo, è lo scopo principale della vita; questa è l’educazione più importante. Ci sono alcune persone che sono interessate a costruire il loro carattere, ma nello stesso tempo c’è sempre un conflitto tra il loro carattere e la loro natura; perché il carattere è formato da una certa abitudine, ma la natura dice: “Non devi creare questa abitudine; lotterò conte per questo.” Ad esempio, una persona grossolana potrebbe aver creato l’abitudine di essere molto cortese, ma di solito possiamo smascheralo se parliamo con lui per un momento, perché allora la conversazione potrebbe andare a finire in modo scortese. Inizia con cortesia e finisce con scortesia, perché allora la natura vince il carattere, dimostrando così che c’era grossolanità nella natura e che la cortesia era soltanto una copertura esteriore. 

Poi c’è sempre una lotta incessante tra principio morale e natura. A volte il principio morale sottomette la natura e la natura si arrende, e a volte la natura sottomette il principio morale e il principio morale si arrende; e c’è un grande conflitto. Una persona può apparire molto modesta, e rimane modesta finché non la si conosce, ma quando si arriva a conoscerla sembra esattamente il contrario. In certe situazioni la natura si scontrerà con il carattere. Un uomo che è pigro per natura potrebbe trovarsi in una situazione in cui deve lavorare, ma nel momento in cui si accorge che nessuno lo sta guardando si siederà su una sedia e farà un pisolino. Lavorerà soltanto finché lo guardano, perché per natura è pigro, e soltanto le circostanze hanno fatto sì che lavorasse. 

C’è un’altra persona a cui viene detto: “ Questo è il palazzo del re, non puoi parlare”. Ma è molto loquace, e quando vede che nessuno la sta guardando e che è fuori portata d’orecchio, incomincerà a parlare non appena ha trovato qualcuno da adescare che ascolterà. Sta in silenzio solo perché è obbligato a stare in silenzio ma parlare è la sua natura; e quando vuole cambiare la sua natura è molto difficile. 

Ci sono alcuni che hanno formato un carattere proprio simile a una ciliegia: morbida esternamente, ma dentro c’è un nocciolo duro; c’è un altro carattere che è come un acino d’uva: esternamente morbido, internamente morbido; c’è anche un carattere noce che è esternamente duro e internamente morbido; e c’è un carattere simile al melograno: è duro esternamente e internamente ha semi duri. 

Queste differenze provengono sia dalla natura che dal carattere. Uno sforzo fatto per cambiare il carattere di una persona non sempre ha successo. Le persone che vogliono sviluppare un certo aspetto nel carattere di un altro spesso producono una sorta di confusione nella sua anima, e molto spesso i genitori e gli educatori che vogliono cambiare il carattere dei loro figli fanno un grande sbaglio; svuotano il carattere invece di renderlo migliore. Si vedono migliaia di casi dove sono stati commessi questi errori. 

C’era un Maharaja in India che era un grande educatore; impartiva la migliore educazione a tutti i ceti sociali, anche ai più bassi. Si potrebbe immaginare che un governante così interessato all’educazione di tutti i giovani del suo paese ovviamente avesse avuto grande successo nell’educazione dei suoi figli, ma tutti i suoi figli erano morti ubriaconi, ognuno di loro. Questo dimostra che voler cambiare il carattere è una cosa, ma cercare di cambiarlo e sapere come cambiarlo è un’altra cosa.

A volte una persona ha la tendenza a esagerare, e questa tendenza si sviluppa già dall’infanzia. E’ una tendenza molto interessante, perché offre un’opportunità all’immaginazione di esprimersi; e se una persona è poetica e vuole esprimersi, rivelerà sempre una tendenza a esagerare. E’ una tendenza positiva, ma può anche portare troppo oltre, e allora la virtù può diventare un peccato. Quindi gli educatori non dovrebbero incoraggiare in un bambino questa tendenza; ma se la si tiene sotto controllo e si dice al bambino che non deve esagerare, che si può dire così tanto e non di più, e se il bambino viene corretto ogni volta che continua a farlo, allora questo aiuterà moltissimo il bambino. 

E’ facile aiutare un bambino, ma è molto difficile aiutare un adulto. Si può trasformare la neve in acqua e l’acqua in ghiaccio, ma cercare di cambiare un carattere e la cosa più difficile che si possa mai immaginare. Quindi di solito è inutile cercare di farlo. Ma quello che si può fare è costruire il proprio di carattere; questo è nelle proprie possibilità. Solo che la gente è molto occupata con il carattere di qualcun altro, pensa sempre di voler cambiare l’altro ma non vuole mai cambiare se stessa. 

Da ultimo c’è la personalità.”

(da Natura e carattere, II parte)

La legge dell'ereditarietà (1)

L'ereditarietà è stata tenuta in considerazione tra tutti i popoli in tutte le epoche. Se consideriamo il regno animale vediamo che il cucciolo di leone non è mai figlio di un serpente, né le cicogne sono mai uscite da uova di piccione, la quercia non produrrà datteri, né nasceranno rose dai cardi. 

Vediamo in Oriente che di tutte le razze di cavalli il cavallo Arabo è il migliore. Un tocco leggero gli farà saltare ogni ostacolo, coprire qualunque distanza, mentre ci sono altri cavalli, cavalli simili ad asini, frustati dozzine di volte sulla groppa, che fanno un solo passo avanti e si fermano, ancora venti frustate e un passo avanti. Gli Arabi apprezzano così tanto i loro cavalli che preservano la razza, non permettendo mai che venga mischiata con qualsiasi altra razza. Questi cavalli sono molto devoti al loro padrone. 

Un arabo una volta stava cavalcando nel deserto e fu sopraffatto dalla malattia, così che cadde dal suo cavallo e giacque a terra, incapace di muoversi. Per giorni e giorni il cavallo gli rimase accanto, anche se avrebbe potuto facilmente allontanarsi. Non lo lasciò mai, finché alla fine sopraggiunsero alcuni viaggiatori e furono attirati in quel luogo, vedendo il cavallo che stava lì. Si presero cura dell'uomo, e così la sua vita fu salvata. Ci sono moltissime storie sui cavalli Arabi. 

Tra i cani ce ne sono alcuni che seguiranno chiunque. Chiunque dà loro un osso è il loro padrone, e se dà loro della carne lasciano il primo e corrono verso l'altro. E ce ne sono alcuni che seguono soltanto un padrone, che obbediscono soltanto a un padrone, e che a volte sacrificano persino la loro vita per lui. Dipende dalla razza, dall'ereditarietà. 

In Oriente questo tema dell'ereditarietà è stato considerato moltissimo e ad esso è stata attribuita una grande importanza. Abbiamo sempre visto che il figlio di un poeta avrà un talento poetico, il figlio di un musicista ci si aspetta che sia un musicista. Anche ora, se qualcuno si presenta e parla di religione gli diranno:" Sei figlio di un prelato, o sei tu stesso competente?". Moltissime ingiurie hanno più a che fare con gli antenati, che non con la persona. Fu per questo che Cristo disse:" Mio Padre nel Cielo", perché riconobbe la sua origine dal Divino. 

Il figlio di un minatore non farà mai il pastore, e il figlio di un pastore non farà mai il minatore. In India abbiamo una famiglia di poeti che ha avuto poeti per dieci o quindici generazioni. Vivono nel Rajputana, e sono tutto grandi, eccellenti poeti. Vengono chiamati Shigrakair, improvvisatori, sono stati alle corti dei re. 

C'è anche il retaggio dalla mente di chi ha lasciato questa terra. Quando un'anima nel suo viaggio verso la terra incontra un’anima che proviene da questo mondo, riceve le impressioni di quell'anima, se è accordata ad essa. Ad esempio un'anima che incontra l'anima di Beethoven, riceve l'impressione della musica di Beethoven. Allora nasce con le qualità musicali di Beethoven. Chi crede nella reincarnazione dice: " è la reincarnazione di Beethoven ". Il Sufi dice che se si intende che la mente di Beethoven si è reincarnata in lui potrebbe essere vero. Ma poiché lo spirito proviene dall'illimitato; dice: " non occorre chiamarla necessariamente reincarnazione ". 

Quindi un'anima con qualità poetiche potrebbe nascere nella famiglia di uno statista, dove non c'è mai stato prima un poeta. 

Ogni anima è come un raggio del sole, o di qualsiasi luce. La sua attività è proiettare, uscire quanto più riesce a fare. È creativo e reattivo. Crea i suoi strumenti, la sua espressione, e viene impressionata da qualunque cosa le venga davanti, in proporzione alla sua intenzione. 

Se andiamo al Tottenham Court Road, se siamo interessati ai tappeti, non ci fermeremo davanti al negozio di frutta e frutta secca. Ci fermeremo davanti al negozio con la frutta solo se siamo affamati, se siamo capaci di interessarci ad essa. 

Gli attributi mentali ereditano dall'impressione sul piano mentale. Ogni atomo fisico dei genitori diventa radiante, e le sue qualità sono trasmesse ai figli. 

Nel caso di un padre a cui piaceva bere, il bambino naturalmente nasce senza la tendenza per le bevande forti, in quel momento. Ma quando cresce e si sviluppa, le cellule del suo corpo essendo le stesse di quelle di suo padre potrebbero avere la stessa voglia di bere. 

L'anima é molto più forte del corpo, e tutti i difetti e le malattie ereditati possono essere superati, se soltanto la persona ha una volontà abbastanza forte per curarsi, o per essere curata con l'aiuto di un'altra persona. 

Ciò che è più esteriore viene dato in eredità più di quello che è più interiore. Un uomo potrebbe non somigliare al padre nell'aspetto o nell'indole, ma eredita le sue proprietà. Lo stato darà le proprietà al figlio. Vengono ereditate perché sono più esteriori. Gli attributi del corpo vengono ereditati più di quelli della mente, perché sono più interni. 

Venendo alla questione se vengono ereditate più qualità dalla parte paterna o dalla parte materna, dirò che le qualità ereditate dal padre sono più radicate, mentre quelle ereditate dalla madre potrebbero essere più evidenti, perché l'eredità del padre è la sostanza, quella della madre è la forma. Un bambino potrebbe essere molto simile alla madre nell'aspetto, tuttavia la qualità è del padre. Ad esempio se il padre è molo generoso ma è una persona piuttosto grezza, e la madre è più fine, il bambino forse sarà generoso e più fine. 

In questo modo procede l'evoluzione del mondo, con la mescolanza di nazione e razze. Le famiglie che si mantengono chiuse, alla fine diventano deboli e molto stupide, e anche malate. Per questa ragione il Profeta nell'Islam permise a tutte le razze e a tutte le caste di sposarsi tra loro, perché era giunto il momento per la razza umana do evolvere in questo modo. 

A volte una persona potrebbe somigliare molto allo zio paterno o allo zio materno, o a un prozio. Questo perché nei genitori queste qualità del nonno, sebbene fossero in lui, non avevano la possibilità di mostrarsi, mentre potevano manifestarsi in suo fratello. 

Anche l'ereditarietà è fatta di vibrazioni, potrebbe esserci armonia nel numero di vibrazioni, come il colore e il suono sono costituiti dall'armonia delle vibrazioni. Quindi una persona potrebbe essere simile a suo nonno più di suo padre. Il nonno potrebbe essere stato un poeta, il figlio può non essere un poeta, ma il nipote è di nuovo un poeta, perché il numero di vibrazioni corrisponde. 

Poi il pensiero e il sentimento del genitore sono ereditati dal bambino come qualità. Se il padre Ha un pensiero:" Dovrei costruire un orfanotrofio ", il bambino avrà una predisposizione filantropica. Se il padre pensa:" Quella persona è mia nemica, dovrei vendicarmi su di lei", il bambino avrà una predisposizione vendicativa. Se la madre ammira molto qualcosa, se pensa:" Come sono belli questi fiori", il bambino avrà questo amore per la bellezza nella sua natura. 

Com'è importante che la gente sappia che un loro pensiero o sentimento che passa crea il carattere del bambino. Nelle scuole si imparano geografia, storia, astronomia. Ma è molto importante che si impari anche questo. Non sono le persone anziane che dovrebbero leggerlo e impararlo, ma sono i giovani che dovrebbero impararlo. 

È vero che la mente geniale viene trasmessa tramite l'ereditarietà, e si sviluppa ad ogni passo, ma a volte si è riscontrato che il bambino di una persona molto grande è molto ordinario; a volte il bambino di una persona assai meritevole si rivela molto poco meritevole. La cosa si potrebbe spiegare in questo modo, che ogni mente geniale ha i suoi tre corsi, uruj, kemal, e zawal, ascesa, perfezione, declino. Quando la mente geniale è in ascesa si sviluppa progressivamente, quando è nella perfezione supera tutte le precedenti menti geniali in quella famiglia, se è in declino mostra gradualmente o improvvisamente la mancanza o la perdita di genialità. È così per le famiglie, le nazioni e le razze. Un bambino non ha bisogno di condividere gli attributi e le qualità dei suoi genitori, perché l'anima non ha padre né madre: nessuno può rivendicare di essere il genitore di un'anima. Tra persone molto terrene che non pensano a nient'altro che al piacere, potrebbe nascere un bambino molto spirituale, o da persone molto sante un bambino molto malvagio. Per coloro che stanno percorrendo il sentiero della verità, non c'è ereditarietà. Realizzando la loro origine divina si liberano da ogni eredità terrena. Come Cristo disse: " Mio padre nel Cielo". Sono consapevoli della loro origine dallo spirito, e tramite la concentrazione e la meditazione, ripuliscono tutte le influenze terrene dalla loro anima.

Natura e carattere

La natura è innata, il carattere viene costruito, e la personalità viene sviluppata. Se la natura è innata, allora non è facile cambiare la natura di una persona. Un cane non può essere trasformato in un cavallo né un gatto può essere trasformato in una mucca. Sa'di dice: " Il gattino alla fine si rivela un gattino. Anche se lo si tenesse sul divano di una regina, accarezzato, baciato, amato e accudito, quando arriverà un topo si rivelerà un gatto." 

È molto facile parlare di uguaglianza ed è molto facile considerare tutti i tipi di punti di vista eccellenti. Ed è facile anche parlare di meravigliosi principi morali; ma se vediamo la differenza che c'è tra un'anima e un'altra, che a volte è grande quanto la distanza tra cielo e terra, restiamo impotenti di fronte alle nature che non possono essere cambiate. Se diciamo che le corna possono essere trasformate in zoccoli e che gli zoccoli possono essere trasformati in corna ci si può credere, ma se diciamo che una persona ha cambiato la sua natura verrà messo in dubbio. 

Da dove viene la natura dell’uomo? Di cosa è fatta? Come ottiene una persona la sua natura? La natura dell’uomo viene da quello che l’anima ha preso in prestito. Non è l’essere dell’anima; è quello che l’anima ha aggiunto se stessa. Come l’innocenza in qualcuno rivela una natura angelica, così l’intelligenza rivela la natura del jinn, e le buone maniere o un atteggiamento comprensivo rivelano la natura umana. 

La natura di una persona non è la stessa cosa del suo falso ego, ma il falso ego è ossessionato dalla sua natura. Tutti hanno portato con sé sulla terra una certa natura, e non è sempre facile sbarazzarsene. 

Un leone può essere addestrato dal suo guardiano e può lavorare con una certa disciplina per vent’anni; ma un giorno la sua predisposizione potrebbe risvegliarsi e assalirà il suo guardiano, manifestando così la sua natura che era stata nascosta; dimostrerà che è un leone. Nonostante tutto l’addestramento ricevuto, e tutta l’umiltà e l’arrendevolezza che ha mostrato, è ancora un leone. 

Inoltre la natura di un uomo è quello che ha ereditato dai genitori terreni, o da parte di madre o da parte di padre; potrebbe non averla ereditata dai suoi genitori ma dai nonni, e se non dai nonni allora dai suoi bisnonni, o forse cinque o sei generazioni addietro. C’è una parte della sua natura che ha portato con sé ed e lì; è inutile negarlo. 

Quando chi è tranquillo e calmo pensa che chi è attivo e pieno di entusiasmo dovrebbe anch’egli essere calmo e tranquillo come lui, quando chi è riflessivo e attento pensa che un’altra persona che è impulsiva e avventurosa dovrebbe essere come lui, quando chi ha pazienza e tolleranza pensa che un’altra persona che si eccita rapidamente ed è capricciosa dovrebbe essere come lui, tutto questo è impossibile. Il moderato non può essere baldanzoso né il baldanzoso può essere moderato. Ogni anima ha la sua natura e se si cerca di seppellirla, anche se rimarrà coperta per un po’ di tempo, bisogna soltanto scavare; tutti possono scavare e trovare quello che c’è sotto. Nascosta potrebbe esserci una natura buona, o nascosta potrebbe esserci una natura cattiva, anche se per il momento non si vede. Un’anima potrebbe sembrare santa finché non si è parlato con lei; un’altra anima potrebbe essere esattamente l’opposto finché non si è indagato su di lei, e allora potrebbe rivelarsi completamente diversa.

Alcuni mostrano la loro natura esteriormente, altri hanno la loro natura coperta, coperta sotto quello che viene chiamato carattere. Il carattere è una cosa completamente diversa. La natura è proprio come la luce, e il carattere è come il globo. Se il globo è giallo la luce sembra gialla; se il globo è verde la luce sembra verde. La luce appare dello stesso colore del globo; ma la luce è la cosa principale. È una luce brillante o una luce fioca, e questo in base al grado di luce che c’è. Questa è la sua natura; quello che la copre è il suo carattere.

Felicità

La nostra felicità e infelicità dipendono da una cosa sola: da come consideriamo la vita, se la apprezziamo e diamo valore a tutto ciò che abbiamo o disprezziamo e sottovalutiamo tutto ciò che abbiamo. Se pensiamo a quello che non abbiamo nella vita, scopriremo che c'è così tanto che non abbiamo, e allora sembrerà che anche quello che abbiamo non sia grande neppure come una bolla nel vasto mare. È questione di come lo si guarda. La tendenza generale è di vedere quello che non abbiamo nella vita, e raramente un'anima è così benedetta da essere risvegliata ad apprezzare tutto ciò che ha nella vita e da esserne grata.

Quando pensiamo a quello che ci manca arriva un'inondazione di questa mancanza e sommerge l'intero universo; ci sentiamo completamente privi di tutto quello che è possibile avere. Se incominciassimo a realizzare quello che abbiamo, aumenterebbe e sarebbe completato con abbondanza, così che alla fine della nostra realizzazione saremo in grado di scoprire che, in realtà, abbiamo tutto.

E’ in questo che consiste il segreto della realizzazione spirituale. L’espressione di Cristo: “ Cercate innanzitutto il Regno di Dio e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta”, ha lo stesso significato: quando con la nostra gratitudine, con il nostro apprezzamento della vita arriviamo alla pienezza della vita, in questa felicità troveremo il regno di Dio, e una volta che il regno di Dio è stato realizzato tutto il resto sarà aggiunto.

Una volta un derviscio si presentò al cospetto di Sekandar, il grande re, con la ciotola da mendicante e gli chiese se poteva riempirla. Sekandar lo guardò e pensò: “ Cosa sta chiedendo a un imperatore come me? Di riempire quella ciotola?”. Il derviscio chiese: “ Puoi riempire questa piccola ciotola?”.

L’imperatore immediatamente disse: “ Sì”, ma la ciotola era magica. Centinaia, migliaia, milioni di monete furono riversate in essa, ma non si riempiva, rimaneva sempre mezza vuota, la sua bocca aperta per essere riempita. Quando Sekandar incominciò a sentirsi povero mentre riempiva questa ciotola disse: “ Derviscio, dimmi se sei un mago. Hai con te una ciotola magica; ha inghiottito tutto mio mio tesoro ed è ancora vuota”. Il derviscio rispose: “ Sekandar, anche se tutto il tesoro del mondo venisse messo dentro, resterebbe vuota. Sai cos’è questa ciotola? E’ il desiderio dell’uomo”.

Nella vita che sia amore, che sia ricchezza, che sia attenzione, che sia servizio, che sia benessere, che sia felicità, che sia piacere, che sia rango, posizione, potere, onore o beni, più un uomo può riceverne più ne vuole. Non è mai contento. Più un uomo diventa ricco, ricco di tutto, di qualsiasi cosa, più povero diventa, perché la ciotola che ha portato con sé, la ciotola del desiderio, non può mai essere riempita, e mai viene riempita.

Il solo segreto del raggiungimento della felicità quindi è imparare come apprezzare i nostri privilegi nella vita. Se coltiviamo questo senso di apprezzamento saremo grati, saremo contenti, e in ogni momento offriremo il nostro ringraziamento a Dio, perché i Suoi doni sono molti ed enormi.

Se non li vediamo è perché i nostri desideri coprono i nostri occhi impedendoci di vedere tutto ciò con cui siamo benedetti dalla Provvidenza.

Nessuna meditazione, nessuno studio, niente può essere d’aiuto in questo senso, tranne una cosa sola cioè tenere aperti i nostri occhi per apprezzare ogni piccolo privilegio nella vita, per ammirare ogni traccia di bellezza che arriva davanti a noi, essendo grati anche per ogni minimo amore, gentilezza, affetto mostratoci da giovani o vecchi, ricchi o poveri, saggi o sciocchi. In tal modo,sviluppando continuamente la capacità di apprezzare la vita e di dedicarla al ringraziamento, arriviamo a una felicità che nessuna parola può spiegare, una felicità che è oltre l’immaginazione: la felicità di scoprire che siamo già entrati nel regno di Dio.

Armonia da ‘Sufi Teachings’

Armonia è ciò che crea bellezza, la bellezza di per sé non ha significato. Un oggetto che viene chiamato bello in un dato momento o luogo potrebbe non essere bello in un altro. Lo stesso è con il pensiero, la parola, e l'azione. Ciò che è chiamato bello è così soltanto in un certo momento e in certe condizioni che lo rendono bello; perciò se si potesse dare una vera definizione di bellezza è armonia. L'armonia in una combinazione di colori, l'armonia nel tratto di un disegno o in una linea, è questo che è chiamato bellezza; e una parola, un pensiero, un sentimento o un'azione che crei armonia è produttivo di bellezza.

Da dove viene la tendenza all'armonia e da dove viene la tendenza alla disarmonia? La tendenza naturale di ogni anima è verso l'armonia, e la tendenza verso la disarmonia è uno stato innaturale della mente o degli eventi; proprio per il fatto che non è naturale la rende priva di bellezza. La psicologia dell’uomo è tale che reagisce sia all’armonia che alla disarmonia. Non può evitarlo, perché è fatto così per natura; mentalmente e fisicamente reagisce a tutto ciò che gli arriva che sia armonioso o non armonioso.

L’insegnamento di Cristo ‘non resistere al male’ è un suggerimento a non reagire alla disarmonia. Ad esempio una parola di gentilezza, di comprensione, o un gesto d’amore e d’affetto, trova risposta, ma anche una parola di insulto, un’azione di ribellione o di odio, crea una risposta, e questa risposta crea ancor più disarmonia nel mondo. Cedendo alla disarmonia si permette alla disarmonia di moltiplicarsi. Da dove vengono tutta la grande inquietudine e tutta la discordia che vediamo ora pervadere il mondo? Sembra provenire dall’ignoranza di questo fatto che la disarmonia crea disarmonia, e che questa disarmonia si moltiplicherà. Se una persona viene insultata la sua tendenza naturale è di rispondere insultando l’altra persona ancora di più. In questo modo ottiene la soddisfazione momentanea di aver dato una buona risposta. Ma ha reagito al potere che è venuto dall’altro, e questi due poteri, essendo negativo e positivo, creano molta più disarmonia. ‘Non resistere al male’ non significa tenere il male dentro di sé. Significa soltanto: non restituire la disarmonia che vi arriva, come una persona che gioca a tennis rispedirebbe indietro la pallina con la sua racchetta. Ma nello stesso tempo non suggerisce che si debba ricevere la palla a mani aperte.

La tendenza all’armonia si potrebbe paragonare a una roccia nel mare: nel vento e nella tempesta la roccia rimane salda; le onde arrivano con tutta la loro forza e tuttavia resiste ancora sopportando tutto, lasciando che le onde le sbattano contro. Combattendo la disarmonia la si aumenta, non combattendola ci si astiene dall’aggiungere benzina al fuoco che altrimenti aumenterebbe e provocherebbe distruzione. Ma indubbiamente più saggi diventiamo, più difficoltà dovremo affrontare nella vita, perché ogni tipo di disarmonia sarà diretta verso di noi proprio perché non la combatteremo. Dovremmo comprendere, tuttavia, che tutte queste difficoltà hanno contribuito a distruggere quella disarmonia che altrimenti si sarebbe moltiplicata. Questo non è privo di vantaggi, perché ogni volta che noi rimaniamo saldi dove c’è disarmonia accresciamo la nostra forza anche se esteriormente potrebbe sembrare una sconfitta. Ma chi è conscio dell’aumento del suo potere non ammetterà mai che è una sconfitta, e dopo un po’ la persona contro cui si è rimasti saldi comprenderà che in realtà la sconfitta era sua.

Il Sufi evita tutte le azioni prive di ritmo. Mantiene il ritmo del suo discorso sotto il controllo della pazienza, non dicendo una parola prima del momento giusto, non dando una risposta finché la domanda non sia finita. Una parola contraddittoria ritiene che sia una discordanza a meno che sia pronunciata in una discussione, e anche in tali occasioni cerca di trasformarla in un accordo consonante. Una tendenza contraddittoria in un uomo alla fine si trasforma in una passione, finché contraddirà anche la sua stessa idea se capita che venga espressa da un altro. Il Sufi per mantenere

armonia modula anche il suo discorso da una chiave ad un’altra; in altre parole si adegua all’idea di un’altra persona considerando l’argomento dal punto di vista di chi parla invece che dal proprio.

Crea una base per ogni conversazione con un'introduzione adeguata, predisponendo in tal modo le orecchie dell'ascoltatore a una risposta perfetta. Osserva ogni suo movimento ed espressione, quanto quelli degli altri, cercando di formare un accordo consonante di armonia tra se stesso e un altro.

La realizzazione dell'armonia nella vita per essere acquisito richiede uno studio più lungo e più attento che l'addestramento dell'orecchio e la coltivazione della voce, sebbene venga acquisita nello stesso modo della conoscenza della musica. All'orecchio di un Sufi ogni parola pronunciata è come una nota che è vera quando è armoniosa e falsa quando non è armoniosa. Rende la scala del suo discorso maggiore, minore o cromatica, come la situazione richiede; e le sue parole, acute, piatte o naturali, sono in accordo con la legge dell'armonia.

La vita nel mondo ha costantemente un effetto irritante, e più fini diventiamo più difficile sarà per noi. E viene il momento in cui più una persona è sincera e piena di benevolenza, più è gentile e comprensiva, peggiore la vita diventa per lei. Se è scoraggiata da questo affonda, ma se conserva il suo coraggio alla fine scoprirà che non è stato svantaggioso, perché il suo potere un giorno aumenterà a uno stadio, a un livello tale per cui la sua presenza, la sua parola, la sua azione controlleranno i pensieri, i sentimenti e le azioni degli altri. Allora il suo ritmo diventerà potente e farà sì che il ritmo di chiunque altro lo segua. Questa è quella che in Oriente è chiamata la qualità della persona che ha una mente superiore (mastermind). Ma per restare saldo contro la disarmonia che viene da fuori, si deve innanzitutto mettere in pratica il rimanere saldi contro tutto ciò che viene da dentro, dal proprio sé. Perché il proprio sé è più difficile da controllare di un altra persona, e quando non siamo in grado di controllare noi stessi e abbiamo fallito, è più difficile rimanere saldi contro la disarmonia esteriore.

Cos'è che causa disarmonia in se stessi? La debolezza. Debolezza fisica o debolezza mentale, ma è sempre debolezza. Molto spesso, quindi, si scopre che la malattia fisica causa disarmonia e tendenze disarmoniche. Inoltre, ci sono molte malattie mentali che gli scienziati odierni non hanno ancora scoperto. A volte vengono considerate sane persone la cui mente in realtà è malata, e poiché non si è prestata abbastanza attenzione ai difetti che sono connaturati alle malattie mentali, l'uomo non ha mai avuto l'opportunità di notarli in se stesso. Trova continuamente dei difetti negli altri: che lavori in ufficio, da qualche parte in una buona posizione, a casa, o in qualsiasi altro posto, provoca disarmonia. Nessuno se ne rende conto, perché per essere curati come malati mentali si deve prima essere riconosciuti malati mentali.

La causa di ogni malessere e di ogni insuccesso è la disarmonia; e la cosa più utile che si può trasmettere nell'educazione odierna è il senso dell'armonia. Sviluppare armonia nei bambini e portarla alla loro attenzione non sarà difficile come sembra; ciò che è necessario è indicare al giovane i diversi aspetti dell'armonia in tutti i vari aspetti della vita.