Aforisma del giorno

Una cosa è certa: sebbene il maestro non possa trasmettere la conoscenza, può accendere la luce se l’olio è nella lampada.

Bowl of Saki 20 Settembre, Hazrat Inayat Khan.

Benvenuto

In coordinazione con l’attività del INTERNATIONAL SUFI MOVEMENT –USA sotto l'amorevole guida  di MURSHIDA NURIA STEPHANIE SABATO il GRUPPO DI STUDIO SU HAZRAT INAYAT KHAN si propone di offrire una serie di traduzioni italiane di letture tratte dai testi di Hazrat Inayat Khan che consentano di approfondire la conoscenza, lo studio e la contemplazione del Messaggio Sufi. Questo corso di studi può essere iniziato in qualsiasi momento utilizzando anche le precedenti traduzioni in archivio. Questo consentirà di avere sempre a disposizione contemporaneamente alla traduzione italiana la versione originale inglese.

La speranza è che questo studio sia d’aiuto ad approfondire la propria vita interiore e insieme a consolidare la propria vita esteriore.

Possa questo viaggio nel Messaggio di Hazrat Inayat Khan portare luce, pace e benedizione infinite nelle nostre vite.

LA COPPA DI SAKILA VITA INTERIORE L'UNITA' DEGLI IDEALI RELIGIOSIMISTICISMO SUFILO ZIKAR CANTATO GENTILEMEMORANDAPREGHIERE SUFI

Libertà Spirituale

LA NOTA CHIAVE

PER L’UNITA’ DEGLI IDEALI RELIGIOSI

Saggezza e Purezza, indicate dal termine “Sufi”, sono sempre state la fonte dell’ispirazione, come si può vedere nei culti devozionali attraverso tutte le epoche; e anche se varie correnti culturali periodicamente se ne sono spesso appropriate durante i diversi periodi storici, il Sufismo non ha mai perso la propria identità.

Esistono tante descrizioni della saggezza e della purezza, quanti sono i cercatori sul sentiero, ma queste descrizioni non si possono mai classificare come proprietà di un unico credo. Appena si tenta di definire concetti astratti, ci si perde dentro il labirinto dei propri pensieri e si costruiscono illusioni formate al livello del proprio mondo mentale, presumendo di essere in possesso della Verità.

La Verità non é una religione, non é una scuola segreta di interpretazioni speculative dell'ispirazione originaria rivelata in ogni credo. La Verità non può essere limitata da una terminologia descrittiva, né può essere identificata come una proprietà di un'unica trasmissione a causa della sua natura universale. I saggi si trattengono dal fare sfoggio della loro saggezza, usando preferibilmente la lingua del cuore quando comunicano con gli altri; evitando in tal modo il perpetuarsi di spiacevoli fraintendimenti.

Alcuni dichiarano di aver trovato la Verità nell’Induismo, altri nel Buddismo, nello Zoroastrismo, nell’Ebraismo, nel Cristianesimo, nell’Islam, come in molte altri credo religiosi, conosciuti o in genere sconosciuti al mondo; ma quando la Verità è formulata a un livello di comprensione individuale, allora apparentemente si diversifica in varie interpretazione, proprio come l’acqua pura versata in bicchieri colorati dà l’impressione di ricevere la sfumatura di colore dei bicchieri.

Acquietare la mente

da "Roseto d'Oriente"

Prima che si possa comprendere l'utilità di acquietare la mente si deve prendere in considerazione la discrepanza tra avvertire che la mente sia acquietata e avvertire che il corpo non sia acquietato. La vita non è nient'altro che un'attività in tutte le cose. L'inattività del corpo gli sottrae vigore e forza; i muscoli non hanno possibilità di svilupparsi; la persona pigra, inattiva, soffre sempre di cattiva digestione o di indisposizioni simili. Allora come può essere che quando la mente viene resa quieta non subisca una perdita di vigore e forza? Acquietare la mente non inebetirebbe una persona? Se si deve sviluppare la voce, la si deve usare cantando esercizi ed eseguendo determinate pratiche; se i muscoli devono svilupparsi, devono essere usati. Allora come può creare potere della mente acquietare la mente?

In questa obiezione c'è una grande verità. Acquietare la mente la inebetirebbe e la renderebbe priva di forza, la persona non comprenderebbe il segreto della vita, la legge della vita. È vero che nella vita sul piano fisico i nostri esercizi e l'attività della giornata devono lasciare il posto al riposo, al benessere, e al sonno durante la notte. Se il nostro corpo non riceve quel riposo, non potrà mai essere in piena forma. Abbiamo bisogno più di riposo che di attività; abbiamo bisogno più di sollievo che di fatica; e se non li otteniamo la nostra salute va fuori equilibrio. Perciò ne consegue che proprio come è necessario per il corpo avere ristoro e riposo dopo una fatica, così è necessario per la mente avere riposo e pace dopo aver pensato e lavorato.

Infatti, la mente è costituita di elementi più fini, mentre il corpo è fatto di elementi più grossolani, e questo produce una grande differenza nell'attività. Più alto è il piano di esistenza, più si è attivi; più basso è il piano, meno sono le attività. Questo è il motivo per cui la mente è naturalmente più attiva del corpo. Dunque, se dopo una fatica è necessario il riposo, quanto più questo si applica alla mente che al corpo! Di solito riposiamo il corpo quando vogliamo, ogniqualvolta le circostanze ce lo permettono; ci mettiamo comodi su un divano o in una poltrona dopo essere tornati dall'ufficio o dal lavoro, e di notte ci rilassiamo e ci addormentiamo; ma quando concediamo riposo alla mente?

Il riposo per la mente è necessario quanto il riposo per il corpo, e tuttavia teniamo sempre la mente in azione. La mente è costantemente al lavoro anche se il nostro corpo riposa. Anche se il corpo dorme, la mente produce sogni, ed è costantemente al lavoro. Molte persone stanno al lavoro tutto il giorno, durante il quale la mente non è meno impegnata col lavoro sul piano fisico del corpo, perché la mente lavora con il corpo; e lavorano ancora con la mente per tutta la notte. Il corpo ha riposo e ristoro, ma non la mente. Persino in una poltrona stanno ancora immaginando, stanno ancora lavorando con la mente.

La mente non ha tempo libero; forse è turbata, o sta facendo progetti, o pensa ai conflitti e alle preoccupazioni di cui la vita è così piena. Non c'è quasi mai un attimo in cui la mente è a riposo, tranne quando la natura le concede riposo perché è troppo esausta per lavorare ancora. La mente dice: " Farò una bella dormita". E anche se dorme soltanto due ore, tuttavia si sveglia con una tale, gioia e forza che tutto il mondo sembra nuovo. Se ci sono stati dei sogni, si può solo dire che si è stati addormentati, ma non ci si sente riposati, perché quella parte del proprio essere non ha avuto alcun riposo.

Tutto ciò dimostra la grande necessità pratica per la mente di essere a riposo, per la mente di essere acquietata. Coloro che rendono un principio il fatto che il lavoro sia sempre una cosa consigliabile sono unilaterali. L'equilibrio consiste nel rendersi conto che lavoro e riposo sono ugualmente necessari per una buona salute, sia fisica che mentale.

L'attività del corpo a volte è mantenuta sotto il controllo dell'uomo, ma l’uomo non tiene sotto controllo l'attività della mente. Questo non è perché non può farlo; è perché non ci ha mai pensato. Non ci si ferma mai a chiedersi: " Perché stavo pensando? C'era qualche scopo in questi pensieri ansiosi, inquieti? Non è perché si è solo permesso alla mente di andare ovunque volesse? Mentre sto seduto tranquillamente su una sedia, i pensieri non erano attivi con cose che non hanno nulla a che fare con la mia vita, con cose che non hanno la minima importanza né per me stesso né per qualcun altro? Era solo uno spreco di energia".

Più si permette alla mente di procedere senza uno scopo, più è probabile che diventi un veicolo o una macchina, che ogni sorta di influenze intorno a lei di altri esseri umani o di altri spiriti useranno invece del suo proprietario.

(continua)

HIDAYAT INAYAT KHAN



HIDAYAT INAYAT KHAN 

Oggi 6 Agosto avrebbe compiuto 100 anni



Con cuore grato pensiamo a lui che ha lasciato la sua musica per lavorare

instancabilmente soltanto per il Messaggio Sufi

ma anche per l’unità tra i gruppi Sufi Inayati.

Ha trasmesso entusiasmo, un’idea di nobiltà, di onore, di perdono, di gratitudine…

Un grande uomo che era saggio e umile….

Che riusciva a rendere chiare le cose complicate 

E che ha trovato un posto pieno di affetto nel cuore di molti Sufi



Hamida 



UNA CONFERENZA DI MURSHID HIDAYAT SULLA LUCE BRILLANTE


Ognuno di noi è una batteria piena di energia, il che ci dà una grande responsabilità spirituale 

Di dare qualcosa di molto caro a tutti i fratelli e le sorelle in questa grande famiglia: la nostra luce. 

Ognuno ha una luce spirituale interiore di cui non si è sempre consapevoli, e sta a noi scoprire che abbiamo questa chiara luce interiore. 

Più diventiamo consapevoli di questa luce, più saremo consci della nostra enorme responsabilità 

Di aiutare le diverse luci splendenti a diventare perfette akashe d’amore, armonia e bellezza. 

Si potrebbe dire che la nostra pratica spirituale sul sentiero spirituale sia: scoprire la guida divina che non è soltanto lassù in cielo, ma anche qui nel nostro cuore. 

Il nostro sé più profondo è il solo criterio che possiamo consultare per essere certi di essere esempi viventi d’amore, armonia e bellezza. 

Il solo modo di conoscere realmente se siamo esempi viventi è quando vediamo che amore, armonia e bellezza si rispecchiano nelle persone con cui abbiamo una relazione.
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Evoluzione umana da " In un Roseto d'Oriente"

Non soltanto la razza umana è evoluta col passare del tempo, secolo dopo secolo, ma anche un individuo evolve durante l’arco della sua vita. In altre parole, l’umanità evolve gradualmente durante la durata della vita del mondo, mentre un individuo, se evolve, lo fa durante la sua vita. È possibile che la razza umana prenda la direzione opposta; invece di evolvere può regredire, ed è così anche per l’individuo. Ma una persona che evolve veramente non regredirà. Se fa qualche passo indietro si sentirà infelice e scontenta, e andrà ancora in avanti. Forse indietreggerà cento volte, ma poi cento volte avanzerà di nuovo, perché una persona che ha provato una volta la gioia e la felicità dell’evoluzione non sarà contenta di tornare indietro; sentendone il disagio andrà avanti.

Senza dubbio il ritmo dell’evoluzione di ogni persona è diverso. Nel Vadan si può leggere che un’anima striscia, un’altra anima cammina, un’altra anima corre, e un’altra anima vola; e tuttavia vivono sulla stessa terra, sotto lo stesso sole, e sono tutte chiamate esseri umani. Com’è strano che in questo momento un nuovo spirito si sia risvegliato nell’umanità, e non si riconosca più l’evoluzione della personalità! Quello che si distingue è la nazionalità; in qualsiasi paese si entri, la prima cosa che chiedono è il passaporto. Non importa quale evoluzione abbia una persona, e non importa cosa stia sperimentando la sua anima; purché si abbia un passaporto che distingue che una persona è il soggetto di questo o quel paese, questa è la cosa importante. E molto spesso la gente fa diventare una virtù dire: “Sono bravo come te”. Ma immaginate l’insolenza di quest’affermazione! Migliori si è meno si ritiene di esserlo. Chi è veramente migliore non può dire: “sono bravo come te”. Questo significa che la consapevolezza dell’uomo del giorno d’oggi è inferiore; dice: “sono bravo come te”, perché inconsapevolmente nella sua mente si sente inferiore.

Di chi è la colpa? Si potrebbe dire che la colpa è delle nazioni, delle razze, dell’educazione, e si potrebbero fornire molte altre scuse. Ma sono i tempi, è lo spirito del tempo. Non è colpa nostra ma nello stesso tempo non è necessario prendere parte a una situazione in una sorta di ebbrezza; è meglio risvegliarsi alla conoscenza di questa situazione. È meglio essere a conoscenza della vera condizione odierna dell’umanità. Quando studiamo la natura umana da un punto di vista metafisico, vedremo che l’origine della natura umana è la stessa di tutte le altre cose; e il tema centrale di quell’origine è l’intolleranza. Senza una ragione, il primo sentimento di un uomo è che un altro non debba esistere. Poi quel sentimento si modifica, e l’uomo diventa più comprensivo, più armonioso e più premuroso; ma il primo sentimento che ha è che un altro non debba esistere.

Da dove viene questo sentimento? In realtà c’è un’unica vita e c’è un unico essere; questo mondo di varietà e fatto di un unico essere; è la manifestazione dell’Unico. Ma nello stesso tempo in questo mondo di varietà, in questa manifestazione, l’unico Essere perde questa consapevolezza di essere unico, ed emerge la consapevolezza di essere molti; in questo modo un essere si trova contrapposto ad un altro essere. Amicizia, comprensione, armonia, affetto, devozione, tutte queste cose vengono successivamente quando l’uomo evolve, ma non sono le sue prime tendenze.

La prima tendenza è una sorta di tendenza discordante. Ad esempio, come ci si sente felici quando si è seduti sul treno da soli; ma appena entra un'altra persona si pensa che sia un gran peccato! Si vorrebbe piuttosto che andasse in un altro scompartimento e ci lasciasse soli. È un sentimento normale quando in un ristorante mentre si mangia da soli a un tavolo, e un estraneo viene a sedersi allo stesso tavolo; potrebbe anche essere una persona angelica, ma non appena arriva si pensa: “Perché? Non avevano un altro tavolo?”. E questo sentimento arriva anche alle persone armoniose; non sto parlando delle persone non armoniose. 
Quindi c’è da sorprendersi se nella storia del mondo ci sono state così tante guerre e battaglie? E per cosa? Per niente. L’uomo è più appassionato di guerra che di pace.  Gli piace la pace dopo la guerra, ma se avesse amato la pace prima della guerra non ci sarebbe mai stata una guerra.

Che cos’è l’anima? Se c’è una spiegazione che si potrebbe dare dell’anima, è la sensazione dell’io sono. La sensazione della propria esistenza, questo è l’anima; la parte del proprio essere che sente che si esiste. E che cos’è l’ego? L’ego è ciò che si accumula intorno all’anima, e questa è la conoscenza di sé. Quando una persona dice o sente: “Io esisto”, questo è il senso dell’anima. Ma va oltre e dice: “Esisto come cosa? Esisto come un corpo fisico, come mani, piedi, testa, come persona alta, come persona bassa, come persona magra, come persona robusta”. È questo senso di essere un essere tangibile e visibile, è questa conoscenza che sta intorno all’anima, che forma l’ego, il Nafs. Ci sono molti amici in questo mondo e ci sono molti nemici; ma il miglior amico e nello stesso tempo il peggior nemico è il nostro ego. È il nostro migliore amico quando diventa un amico; ma prima di tutto è il nostro peggior nemico. Ogni volta che una persona si offende per qualcosa, ogni insulto che una persona avverte, ogni impulso a fare qualcosa, tutto ciò viene dal Nafs.

L’ego è come la rosa e anche come le spine che circondano la rosa. Prende il posto delle spine quando non è coltivato, e diventa una rosa quando è affinato. E il modo per renderlo fine è umiliarsi e schiacciare i propri desideri. È con il processo della crocifissione che una persona affina l’ego. È grano duro, e deve essere macinato finché non diventa una polvere fine, da cui si ricava la pasta.
Quando l’ego rimane nella condizione di una spina, arrivano più spine; e poi sempre di più fino a che aumenta le sue spine a tal punto che chiunque abbia a che fare con quella persona è scontento. Tutti abbiamo degli amici a cui saremmo molto grati se stessero lontani da noi. Li amiamo, ci sono simpatici ma saremmo molto felici se stessero lontani. Che cos’è? Sono le spine che feriscono. In che modo si mostrano queste spine? Si mostrano in forma di parole, azioni e desideri, nel modo di comportarsi. Perché nella vita ci si sente infastiditi con certe persone ancor prima che abbiano pronunciato una sola parola? Perché la spina punge. Forse quella persona dirà: “Ma non ho detto niente, non ho fatto niente”, ma non sa che ha delle spine; forse ci sono molte persone la cui presenza ci punge addirittura prima che pronuncino una parola, prima che si muovano.

È una naturale conseguenza dell’ego. L’ego o sviluppa spine o si trasforma in una rosa; e quando si trasforma in rosa, allora chiunque ne è attratto, a causa dei suoi bellissimi petali, della sua delicatezza, della sua fragranza, del suo colore, della sua morbidezza, della sua struttura. Tutto di lui è affascinante, attraente e guaritore.
Ogni anima deve attraversare quattro stadi per arrivare al culmine dell’ego, che significa raggiungere lo stadio della rosa.
Il primo stadio è quello in cui una persona è rude, senza riguardo e senza considerazione. È interessata a ciò che vuole lei e a ciò che piace a lei; in quanto tale è naturalmente cieca alle necessità e ai bisogni degli altri.

Nel secondo stadio un uomo è gentile e buono finché sono in gioco i suoi interessi. Finché può soddisfare il suo desiderio è affabile, gentile, buono e armonioso; ma se non può ottenere ciò che desidera e non può fare a modo suo, allora diventa rude e rozzo e cambia completamente.
C’è poi un terzo stadio, quando qualcuno è più interessato al volere e al desiderio di un’altra persona, e meno a se stesso, quando tutto il suo cuore è alla ricerca di cosa può fare per un altro. Nel suo pensiero l’altra persona viene prima e lui viene dopo. Questo è l’inizio della trasformazione in rosa. È solo un bocciolo di rosa, ma poi nel quarto stadio questo bocciolo di rosa fiorisce nella persona che si dimentica completamente di sé nel compiere azioni gentili per gli altri.

In termini Sufi lo schiacciamento dell’ego è chiamato Nafs Kushi.  E come facciamo a macinarlo? Lo maciniamo talvolta rimproverando noi stessi. Quando il sé dice: “O no, non devo essere trattato così”, allora noi diciamo “Che importa?”. Quando il sé dice: “Lui non avrebbe dovuto fatto questo, lei non avrebbe dovuto dire quello”, noi diciamo: “Che importa questo o quel modo? Ogni persona è quello che è; non puoi cambiarla, ma puoi cambiare te stesso”. Questa è la macinatura. Quando una spina si manifesta e tu la schiacci non appena la noti, quella stessa spina, essendo stata schiacciata si trasformerà in una rosa, perché anche la spina appartiene al cespuglio di rosa. E quando una persona dice: “Non occuperò questa posizione, non mangerò questo, lo odio, lo disprezzo, non posso sopportarlo, non posso guardarlo, non posso tollerarlo, non posso soffrirlo”, queste sono tutte piccole spine. Una persona può non saperlo, ma sono spine, e quando vengono schiacciate, allora emerge la rosa. Come è facile per la gente dire che vuole conoscere il misticismo e l’occultismo. Se ci fosse un nome ancora più importante a loro piacerebbe interessarsi a quello, e crederebbero che leggendo libri si possa comprenderlo, che imparando delle lezioni si possa impararlo, o che facendo certe pratiche si possa conoscerlo. Ma è la vita di ogni giorno che ci insegna da mattina a sera. Ogni momento del giorno e della notte ci troviamo di fronte a qualcosa contro cui il nostro Nafs si ribella; e se cogliamo questa opportunità per schiacciarlo, per domarlo, nel giro di qualche anno la nostra personalità diventerà una rosa.

Allora è sempre sbagliato essere ciò che è chiamato un egoico? Ci sono molti tipi di egoici. In una persona egoica ci sono aspetti positivi e aspetti negativi.  L’egocentrico è egoista e gli uomini egoisti possono produrre crudeltà e disonestà. Ma c’è un altro aspetto di questo e cioè l’orgoglio, l’indipendenza e l’indifferenza che gli procurano soddisfazione; inoltre quando il vero egoico, il cui ego gli sta davanti come una statua di pietra, osserva quell’ego, allora dopo un po’ di tempo quell’ego diventa un essere vivente. Prende vita e diventa il vero essere che una persona sta cercando. Quindi l’egocentrico giusto è giusto, e l’egocentrico sbagliato è sbagliato.

Per chi costruiremo un trono di soffici cuscini? Per amore della nostra vanità, pensando che siamo migliori degli altri? No, per la gioia degli altri, e non per la nostra vanità. Non appena si presenta la domanda: “Non sono migliore degli altri, non sono più spirituale o più saggio degli altri?”, allora c’è l’io. Questo è sbagliato. Che importa che cosa siamo finché non siamo capaci di dare gioia agli altri, di rendere la vita facile per gli altri? Perché questo è un mondo di dolori; non c’è fine alle difficoltà; dal re al mendicante, dal più ricco al più povero, ci sono infinite difficoltà che incombono sul capo di ogni individuo. E se riusciamo ad essere di un qualche aiuto a qualcuno, possiamo imparare più facilmente cos’è il misticismo; perché il solo vero misticismo è quando una persona realizza che fa contento Dio accontentando il genere umano.

Solo in questo modo possiamo schiacciare il nostro ego. Ogni volta che avvertiamo la sua puntura, ogni volta che le sue spine compaiono davanti ai nostri occhi, dovremmo schiacciarlo e dire: “Cosa sei? Non sei le spine, non sei la causa dell’infelicità degli altri e anche della mia? Non voglio vedere il mio essere in una forma simile, con in forma di spine! Voglio che il mio essere sia trasformato in una rosa, che io possa portare felicità, gioia, e benessere agli altri”.


Se c’è qualcosa che è necessario nell’insegnamento spirituale, nella ricerca della verità, nella realizzazione di sé, è l’affinamento dell’ego. Perché lo stesso ego che comincia con l’essere il nostro peggior nemico, alla fine, se viene sviluppato, coltivato e affinato, diventerà il nostro migliore amico

Tatto (da 'Privilegio di essere Umani')

Il tatto è il filo che connette cielo e terra rendendoli una cosa sola. Il tatto quindi non si impara dall'intelligenza terrena. Le qualifiche terrene non rendono un uomo veramente delicato; potrebbe imitare una persona che ha tatto, ma la raffinatezza di modi è diversa dalla gentilezza. Da dove viene il tatto? Il tatto viene dalla parte più profonda del cuore umano, perché è un senso che viene sviluppato dalla comprensione umana. Una persona egoista, quindi, non può mostrarsi delicata fino alla fine. Forse inizierà con l'avere tatto ma finirà col perdere questo spirito, perché il falso tatto non persisterà. È solo ciò che è vero, oggetto o persona che sia, che può permanere.

Avere tatto viene dalla nostra considerazione per un altro, e questa considerazione viene dalla nostra sensibilità, dalla nostra comprensione reciproca. Cos'è la considerazione? La considerazione è sentire:" Tutto ciò che è sgradevole, ripugnante, spiacevole per me, non devo causarlo ad un altro". Da questo sentire il tatto si sviluppa in saggezza. Un uomo potrebbe essere molto istruito, molto abile, molto influente, e tuttavia non avere tatto. Avere tatto è il segno dei grandi; i grandi statisti, i re, i leader, gli eroi, gli uomini molto eruditi, i grandi servitori dell'umanità erano pieni di tatto. Vinsero i loro nemici, i loro peggiori avversari, con il loro tatto; realizzarono le cose più difficili nella vita con il potere del tatto. Non si può mai dire:" Ho abbastanza tatto". Non è mai abbastanza. Una persona veramente piena di tatto, avendo dimostrato di non avere abbastanza tatto nella vita quotidiana, è molto più scontenta di se stessa di una persona priva di tatto.

Più si diventa maggiormente capaci di tatto più si è scontenti di se stessi, perché ci sono moltissime manchevolezze: azioni che si manifestano in modo automatico, parole che sfuggono dalle labbra, e allora la persona che ha tatto pensa e vede che non si è comportata nel modo giusto. Ma come dice Saadi: " Una volta che lo hai fatto, tu allora uomo che hai tatto, ti penti per questo. Questo non è il momento di pentirsi, avresti dovuto controllarti prima".

Si diventa pieni di tatto tramite l'auto disciplina, si sviluppa tatto con l'auto-controllo. Una persona che ha tatto è discreta, fine, poetica; mostra una vera erudizione e un'intelligenza sottile. Molti dicono:" Come possiamo avere tatto e nello stesso tempo essere sinceri? Molti guardano la finezza della persona che ha tatto dicendo: "Ipocrita!" 

Ma a cosa serve una verità che viene scagliata sulla testa di una persona come una grossa pietra, rompendogliela? Una verità che non ha bellezza, che genere di verità è? Il Corano dice: “Dio è bello". Se non fosse bello allora le anime in cerca di bellezza e gli esseri intelligenti non andrebbero in cerca della verità. 

Non è sempre necessario dire cose che potrebbero altrettanto bene non essere dette. Molto spesso è una debolezza da parte di una persona lasciar cadere una parola che avrebbe potuto essere evitata. È l'anima che ha tatto che diventa grande, perché non si esprime sempre esteriormente. Perciò il suo cuore, accogliendo volentieri la saggezza, diventa più ampio; diventa un serbatoio di saggezza, di sollecitudine. È la persona che ha tatto che diventa popolare, che è amata; ed è la persona che ha tatto che la gente ascolta. Inoltre, è grazie al tatto che manteniamo l'armonia nella nostra vita. Altrimenti, la vita si trasforma in un mare in tempesta. Le influenze che arrivano da tutto intorno a noi nella vita quotidiana sono sufficienti per disturbare la pace delle nostre esistenze, e se fossimo privi di tatto in aggiunta a questo, cosa ne sarebbe di noi allora?

Ci sarebbe una continua tempesta nella nostra vita e non potrebbe mai esserci pace. È grazie al tatto che creiamo un bilanciamento contro tutte le influenze disarmoniche che hanno un effetto discordante sul nostro spirito. Quando la disarmonia sopraggiunge da ogni parte e noi siamo creativi di armonia, la controbilanciamo, e questo rende la vita più facile da sopportare. Che cosa sono bontà, devozione, ortodossia, senza saggezza, senza tatto? Cosa realizzerà una brava persona con la sua bontà, se non è in grado di donare gioia e felicità con ciò che dice e fa? A cosa serviranno la sua devozione o la sua spiritualità, se non crea felicità per coloro che vengono a contatto con lei? È dunque con il tatto che incominciamo il nostro lavoro di guarigione di noi stessi e degli altri. 

I Sufi di tutte le epoche erano noti per la loro bella personalità. Non significa che tra loro non ci siano state persone con grandi poteri, poteri meravigliosi e saggezza. Ma oltre a tutto questo, ciò che era molto conosciuto dei Sufi era il lato umano della loro natura: quel tatto che li armonizzava al saggio e allo sciocco, al povero e al ricco, al forte e al debole, a tutti. Incontravano tutti sullo stesso piano, parlavano a tutti nella loro lingua. Cosa insegnò Gesù quando disse ai pescatori:

"Venite qui, farò di voi dei pescatori di uomini"? Non significava:” Vi insegnerò il modo con cui otterrete il meglio dagli uomini". Intendeva soltanto: il vostro tatto, la vostra comprensione, apriranno le braccia davanti ad ogni anima che arriverà, come le braccia di una madre si allargano per i suoi piccoli.

I Sufi dicono: "Nessuno di noi è qui per diventare un angelo", né per vivere come fanno gli animali. Siamo qui per comprenderci l'un l'altro e per portare agli altri la felicità che cerchiamo sempre".

Sì, ci sono molte spine sul sentiero della vita, ma osservando noi stessi vediamo gli stessi difetti, se non di più, degli altri che pungono come pungiglioni, come spine. Quindi se risparmiamo agli altri la spina che proviene da noi, daremo un grande aiuto ai nostri simili, e questo non è un piccolo aiuto! È avendo tatto che realizziamo il nostro dovere sacro, che pratichiamo la nostra religione.

Perché come rendiamo felice Dio? Rendiamo felice Dio cercando di rendere felice l'umanità.

Il bisogno di umanità ai giorni nostri

Gatheka Sociale 

Il messaggio del Movimento Sufi è un appello all'umanità in genere ad unirsi in una fratellanza mondiale al di là dei confini di casta, credo, razza, nazione o religione. Il Movimento Sufi non ha un credo, un dogma o una dottrina particolari. La sua filosofia insegna la tolleranza verso tutti, la comprensione al di sopra di tutte le cose, risvegliando così una solidarietà reciproca, e la consapevolezza che il benessere di ciascuno dipende dal benessere di tutti.

La voce di Dio ha sempre ammonito e guidato l’umanità tramite il messaggio divino trasmesso dai profeti e dai riformatori di tutte le epoche, che sono venuti in risposta al bisogno dell’umanità. Ogni religione in qualunque epoca sia stata trasmessa e accettata dalla gente, è stata una risposta al grido dell’umanità. Come la pioggia cade dalle nubi, attirata dal bisogno delle piante e degli alberi, così il messaggio divino ha sempre risposto al desiderio ardente delle anime in cerca di una guida. 

Le battaglie che sono state combattute in ogni tempo sono state provocate per lo più dalle differenze religiose. Il vero ideale religioso ha come suo anelito fondamentale l’armonizzazione dell’umanità nell’unità di Dio. Ma è sempre accaduto che le autorità religiose abbiano usato la religione per scopi egoistici e abbiano in tal modo distrutto il suo scopo, trasformando la forma della religione, che era una fonte viva di vita immortale per le anime, in una forma stagnante e morta. Il materialismo crescente e l’eccessiva influenza commerciale che hanno velato la verità al cuore dell’umanità, hanno provocato un’enorme sofferenza negli ultimi anni. Nonostante il grande avanzamento della civiltà moderna, la gente oggi sta cominciando a dubitare che l’umanità stia realmente progredendo. In realtà non c’è dubbio che l’umanità stia progredendo. La prova del progresso si può trovare in tutti i fenomeni prodigiosi che sono stati prodotti sotto forma di straordinarie invenzioni scientifiche. Ma tutte queste invenzioni sono state d’aiuto soltanto a compiere il più grande disastro nella storia del mondo: una guerra che ha spazzato via innumerevoli vite, tra loro giovani che avevano ereditato la cultura di molte generazioni. (1)

Nonostante la prosperità e le fiorenti condizioni che vediamo, c’è una assenza totale dell’ideale. La mente di molte persone sembra essere focalizzata su una sola cosa: la lotta della vita. Milioni di persone sono alacremente occupate, fisicamente e mentalmente, in ogni attimo del giorno e della notte a raccogliere ricchezza o tesori, la cui vera natura è quella di passare da una mano all’altra. Finché li tengono in loro possesso, c’è una sorta di ebbrezza; quando li perdono, non c’è nulla a cui rimanere aggrappati. Questo ha reso la gente più avida nella lotta della vita materiale. Oggi è considerato più pratico chi è più capace di salvaguardare i propri interessi a proprio vantaggio. Lo stesso è vero per le nazioni: ognuna agisce per il proprio interesse. In qualsiasi nazione il personaggio del momento non è chi cerca di impegnarsi per il benessere dell’umanità, ma chi difende esclusivamente gli interessi del suo partito, della sua comunità, o della sua nazione. Il patriottismo può essere una virtù soltanto quando è usato come un trampolino di lancio verso la fratellanza universale. Può essere giustificabile soltanto se lo si fa diventare uno strumento per conservare le forze allo scopo di lavorare per il benessere di tutti. Ma oggi il patriottismo è diventato una serratura sul cuore, affinché nessuno straniero, ma soltanto chi appartiene alla propria genia, possa essere ammesso in una nazione. 

Quello che manca nella cultura moderna, nell’arte, nella scienza, e nella vita sociale, politica ed economica, è l’ideale. L’ideale è il segreto del cielo sulla terra, e il mistero nascosto sia dietro l’umanità che dietro Dio. Gli esseri umani, nonostante tutti i loro averi nel mondo oggettivo, sono poveri in mancanza dell’ideale; questa povertà crea irritazione, conflitti, e disaccordi, causando così guerre e tragedie di ogni genere. 

La più grande necessità dell’umanità oggi è l’esplorazione della personalità umana per trovare ispirazione e potere latenti, e su questi costruire l’intera impalcatura della vita. 

La vita non è soltanto vivere, ma anche nobilitare se stessi e raggiungere quella perfezione che è l’innato desiderio dell’anima. La soluzione al problema odierno è che la consapevolezza dell’umanità possa essere risvegliata alla divinità dell’essere umano. Il senso profondo di tutte le religioni è la realizzazione dell’unica vita che culmina nel concetto di unità. È ad elevare l’umanità a questa consapevolezza che sono indirizzati gli sforzi del Movimento Sufi.

(1) Ndt: Murshid si riferisce( qui alla I Guerra Mondiale appena conclusasi).